Associati

Convenzioni sottoscritte per la collaborazione nel progetto di promozione e informazione per la valorizzazione della cultura enogastronomica regionale marchigiana.

 

Dichiarazione di Michele Falzetta, direttore Trevalli Cooperlat
Il senso dell’iniziativa del polo e l’importanza di questa aggregazione:

“Trevalli ha sposato e accolto questa iniziativa in quanto rappresenta uno strumento che valorizza il territorio e le eccellenze enogastronomiche. Elementi da sempre cari a Trevalli che, come sancisce anche la sua mission, punta proprio sulle eccellenze locali, basti pensare al lavoro che abbiamo svolto con la Casciotta d’Urbino, un formaggio tipico che, da questa terra, è ora conosciuto in tutto il mondo. Questo è il filo rosso che lega l’azienda di Jesi con il progetto dell’Istituto marchigiano di enogastronomia. Proprio le produzioni di estrema qualità che contraddistinguono le Marche, infatti, hanno incoraggiato la nascita di questa nuova struttura. Per Trevalli, forte della sua storia e dei prodotti di estrema eccellenza, è stato, quindi, naturale entrare a farne parte: il forte legame con la terra e le sue tradizioni sono ben rappresentate da questo progetto in cui convivono saperi, conoscenze e tutta la cultura delle Marche. Un patrimonio di esperienze che pone la nostra regione sotto i riflettori internazionali”.

Quale potrebbe essere il valore aggiunto del polo per le Marche e per il loro settore di competenza:

“Questo polo di eccellenze enogastronomiche si candida ad essere un punto di riferimento in grado di attirare referenti, addetti ai lavori ed esperti del settore, interessati al made in Italy, anche in vista di Expo 2015. Uno strumento, dunque, fondamentale per rafforzare la presenza dei prodotti tipici del nostro territorio nella partita dell’internazionalizzazione”.

 

Dichiarazione di Gianluigi Draghi, presidente Consorzio di Tutela Casciotta d’Urbino Dop
Il senso dell’iniziativa del polo e l’importanza di questa aggregazione:

“Gli operatori della Casciotta d’Urbino, raggiunto il riconoscimento della denominazione di origine protetta nel 1992, hanno sempre curato la qualità delle produzioni e tracciato tutti i passaggi della filiera. In tutti questi anni ci si è resi conto però che la valorizzazione di tutto il lavoro fatto poteva avvenire solo creando sinergie con altri prodotti del territorio e quindi l’iniziativa del polo rappresenta il punto di arrivo, o meglio di partenza, per un nuovo concetto di promozione, quello del paniere. Nessun prodotto di questa regione vive di vita propria ma è influenzato dalle altre produzioni e dal modo di fare che sono tipici dei marchigiani”.

Quale potrebbe essere il valore aggiunto del polo per le Marche e per il loro settore di competenza:

“Certamente un obiettivo è stato già raggiunto dal polo: quello di mettere intorno a un tavolo circa il 40% del valore dell’agroalimentare marchigiano con lo scopo dichiarato di fare sistema e incidere in modo efficace ed efficiente sui mercati nazionali ma soprattutto esteri. Una piccola regione come le Marche deve credere in questo modello per creare le opportunità di sviluppo, sfruttando le peculiarità autoctone. Il Consorzio di Tutela della Casciotta d’Urbino Dop confida che il dialogo tra i diversi operatori del comparto agroalimentare e con gli operatori turistici porti il consumatore finale a “vivere” l’atmosfera irripetibile del territorio”.

 

Dichiarazione di Domenico Romanini, presidente Bovinmarche
Il senso dell’iniziativa del polo e l’importanza di questa aggregazione:

“La carne bovina di qualità marchigiana è un’eccellenza regionale che rappresenta una nicchia all’interno del panorama zootecnico nazionale. Diventa quindi indispensabile riuscire a comunicare le peculiarità del prodotto facendo sinergia con gli altri prodotti di qualità regionali. Fare sistema tra le filiere di qualità marchigiane per raggiungere la più ampia platea di consumatori”.

Quale potrebbe essere il valore aggiunto del polo per le Marche e per il loro settore di competenza:

“Anche le Marche sono una piccola regione sia nel panorama nazionale e ancor di più in quello internazionale. Creare delle sinergie tra le aziende e tra i prodotti, può esaltare le eccellenze e aiutare ad affrontare i mercati, anche esteri, che ricercano tipicità e qualità legata al territorio. E’ una scelta strategica lungimirante di cui le Marche avevano veramente bisogno”.

 

Dichiarazione di Francesco Torriani, presidente Consorzio Marche Biologiche
Il senso dell’iniziativa del polo e l’importanza di questa aggregazione:

“E’ evidente che è sempre più importante fare sistema tra i diversi comparti produttivi agroalimentari della nostra regione che puntano alla qualità. L’esperienza del polo enogastronomico regionale non vuol essere un’aggregazione generica, sappiamo che ogni comparto ha la sue peculiarità che devono però essere valorizzate in un’ottica di sistema in grado di attrarre nuove fasce di consumatori interessati alla qualità agroalimentare della nostra regione, a partire dai prodotti della filiera regionale biologica”.

Quale potrebbe essere il valore aggiunto del polo per le Marche e per il loro settore di competenza:

“Per noi del Consorzio Marche Biologiche è importante avviare nuove collaborazioni sia sul versante produttivo, abbiamo infatti la necessità di incrementare notevolmente la conversione di nuove aziende agricole al metodo biologico, sia sul versante commerciale in quanto siamo interessati ad attrarre nuove fasce di consumatori particolarmente attenti alla qualità delle produzioni biologiche marchigiane sviluppando tutte le sinergie possibili non solo con altri comparti produttivi, ma anche con la cultura, l’arte, il paesaggio e l’enogastronomia tipiche della nostra regione”.

 

Dichiarazione di Antonio Centocanti, vicepresidente Istituto Marchigiano di Tutela Vini
Il senso dell’iniziativa del polo e l’importanza di questa aggregazione:

“Il polo è un’occasione fondamentale per dimostrare quanto sia essenziale il gioco di squadra con tutti gli attori della regione per la promozione del brand Marche. Un sistema dove territorio, prodotti e cultura sono un ‘unicum’ ma anche asset strategici su cui puntare per sfidare i mercati internazionali. Abbiamo infatti molti punti forti da comunicare al mondo, ma è soprattutto con l’unione d’intenti che saremo in grado renderci ancora più riconoscibili nel panorama globale”.

Quale potrebbe essere il valore aggiunto del polo per le Marche e per il loro settore di competenza:

“Valorizzare le singole realtà, ognuna nella sua specificità, ma in maniera corale a partire dall’Expo. Facendo rete potremo infatti dire la nostra sui mercati internazionali. In questo senso, il polo rappresenterà la porta di accesso qualificata per l’enogastronomia regionale, con il vino tra i driver principali, e da lì un ponte privilegiato verso la conoscenza del made in Italy e del made in Marche”.

 

Dichiarazione di Armando Falcioni, direttore Consorzio Vini Piceni
Il senso dell’iniziativa del polo e l’importanza di questa aggregazione:

“Fondamentale il senso di aggregazione soprattutto in realtà piccole dove è difficile identificarsi. Presentarsi con il marchio “ Marche” è fondamentale per dare valore aggiunto ai nostri prodotti visto che le microzone, seppur di grandi specializzazioni e di distinte peculiarità, da sole non riescono ad emergere”.

Quale potrebbe essere il valore aggiunto del polo per le Marche e per il loro settore di competenza:

“Può essere un valore aggiunto se il modello Marche sarà veramente rappresentativo di tutte le realtà e se queste avranno pari dignità. A questo punto il polo sarà davvero un’arma in più”.

 

Dichiarazione di Vincenzo Spinosi, presidente Associazione Maccheroncini di Campofilone Igp
Il senso dell’iniziativa del polo e l’importanza di questa aggregazione:

“Le singole eccellenze della nostra regione sono un punto di forza che ci permette di distinguerci nel panorama nazionale e internazionale. Riunirsi sotto un unico polo ci renderà più forti, dando ai nostri prodotti un’occasione di visibilità imperdibile”.

Quale potrebbe essere il valore aggiunto del polo per le Marche e per il loro settore di competenza:

“Grandi e piccole realtà regionali potranno trainarsi a vicenda per perseguire l’obiettivo del successo e della riconoscibilità nel segno della qualità. Attraverso il polo, infatti, saranno promosse insieme le eccellenze del territorio che finora hanno reso grande questa nostra piccola regione”.

 

Dichiarazione di Leonardo Seghetti, presidente Consorzio di Tutela dell’Oliva ascolana del Piceno Dop
Il senso dell’iniziativa del polo e l’importanza di questa aggregazione:

“L’iniziativa del polo per la prima volta mette insieme una diversità di soggetti produttivi che molto probabilmente non avevano mai parlato tra di loro. Finalmente, come le Marche è regione al plurale, è bene che si inizi a parlare insieme, di una pluralità e diversità di produzioni della regione nel rispetto delle specificità”.

Quale potrebbe essere il valore aggiunto del polo per le Marche e per il loro settore di competenza:

“Il valore aggiunto è la promozione sinergica a 360 gradi delle produzioni tipiche della regione Marche. La presenza insieme non fa altro che sinergia e rafforza le singole produzioni tipiche di ogni territorio”.

 

Dichiarazione di Andrea Pierotti, sindaco di Acqualagna
Il senso dell’iniziativa del polo e l’importanza di questa aggregazione:

“La valorizzazione della cultura enogastronomica regionale e la presentazione efficace, in particolare fuori dai confini regionali, del sistema alimentare di qualità della Regione”.

Quale potrebbe essere il valore aggiunto del polo per le Marche e per il loro settore di competenza:

“L’istituzionalizzazione della collaborazione e delle sinergie tra produzioni e prodotti tipici e di eccellenza delle Marche ridimensiona il rischio dell’autoreferenzialità della cultura enogastronomica marchigiana. Nel settore del tartufo, in particolare, anche grazie allo stimolo del polo, si è innescato un processo virtuoso di aggregazione tra produttori, trasformatori e commercianti che non ha precedenti nel territorio”.

 

Dichiarazione di Valeria Senesi, Amministratore Delegato Centro Agro-alimentare Piceno Spa
Il senso dell’iniziativa del polo e l’importanza di questa aggregazione:

“Raggruppare le eccellenze del territorio marchigiano per promuovere sia la qualità dei prodotti che l’unicità delle bellezze paesaggistiche, attraverso l’espressione di tutte le sue caratterizzazioni: tante differenze che ne fanno l’unicità. Quest’insieme per costruire una piattaforma univoca che consenta di presentarsi al mercato interno ed estero in maniera. Competitiva”

Quale potrebbe essere il valore aggiunto del polo per le Marche e per il loro settore di competenza:

“C’è più di un valore aggiunto: ad esempio, creare delle sinergie progettuali attraverso azioni di marketing comune; fare rete tra le varie realtà produttive, con un’unica strategia di promozione e valorizzazione del brand Marche; attuare delle iniziative mirate ad aumentare il valore percepito dei prodotti marchigiani

 

Dichiarazione di Maurizio Tosoroni, direttore marketing delle Grotte di Frasassi
Il senso dell’iniziativa del polo e l’importanza di questa aggregazione:

“L’iniziativa non risulta solo importantissima, ma in primo luogo strategica: l’aggregazione di tutte le realtà enogastronomiche di qualità delle Marche permette di creare una massa critica in grado di garantire un’offerta completa su tutto il territorio e di realizzare azioni di promo-commercializzazione più incisive ed efficaci. Il polo deve diventare, quindi, una vera e propria “Destination Management Company – DMC dell’enogastronomia”, affiancandosi a quelle dell’offerta ricettiva e culturale”.

Quale potrebbe essere il valore aggiunto del polo per le Marche e per il loro settore di competenza:

“La creazione di un polo sinergico di questo tipo permette di rendere concreto il cluster dell’enogastronomia, che risulta centrale nelle strategie di promozione territoriale. Il “gusto” risulta inoltre una parte fondamentale del “made in Marche”: il polo si configura come una leva di promozione anche degli altri distretti produttivi regionali (artigianato, scarpe, fashion, ecc..), oltre che del turismo, agendo da moltiplicatore dell’efficacia dell’”umbrella brand” #destinazionemarche”.

 

Dichiarazione di Daniele Crognaletti, amministratore Esitur tour operator Marche
Il senso dell’iniziativa del polo e l’importanza di questa aggregazione:

“Ritengo che il mondo sia molto grande da conquistare per aziende della nostra dimensione. Siamo importanti sul nostro territorio, ma siamo piccolissimi rispetto a tanti competitor internazionali. Ritengo che questa aggregazione ci dia la possibilità di avere una dimensione più ragguardevole che ci permetta di cooperare sinergicamente verso fini comuni. Tutti i settori nella filiera del polo sono fondamentali per l’economia della regione Marche e con l’unione delle forze possiamo andarci a posizionare su più mercati con costi inferiori per ogni azienda, ma più visibilità per tutti”.

Quale potrebbe essere il valore aggiunto del polo per le Marche e per il loro settore di competenza:

“Il turismo è una “macchina” incredibile e potentissima che può muovere un’economia dalla A alla Z: l’importante è far sinergia e muoverla verso la stessa direzione con il polo enogastronomico regionale. Il settore agroalimentare e quindi il turismo enogastronomico sono fondamentali per la regione Marche, lo diventano ancor di più nella sinergia tra turismo e produttori locali che è convolata a nozze nel polo enogastronomico.
Far scoprire ai turisti dove viene prodotto, coltivato, allevato, lavorato il prodotto made in Marche ci permette di far conoscere la nostra cultura, la nostra tradizione, le nostre aziende e soprattutto ci permette di dar lavoro sul territorio stesso”.

 

Dichiarazione di Corrado Mariotti, presidente Banca Popolare di Ancona
Il senso dell’iniziativa del polo e l’importanza di questa aggregazione:

“Mettersi insieme, radunare le eccellenze enogastronomiche e fare sistema, allo scopo di promuovere in Italia e nel mondo il made in Marche. E’ con questa convinzione che la UBI Banca Popolare di Ancona, per storia e vocazione sempre pronta a sostenere ogni iniziativa volta alla valorizzazione del territorio, ha abbracciato e sostenuto il progetto Food Brand Marche. Del resto, un Istituto di Credito che si definisca impegnato in una mission come questa non poteva restare insensibile al richiamo di una iniziativa di così tanto rilievo, specie nell’ottica della imminente partecipazione a Expo 2015”.

Quale potrebbe essere il valore aggiunto del polo per le Marche e per il loro settore di competenza:

“Il cibo è senza dubbio un veicolo commerciale di assoluto valore e può costituire uno dei principali motori della ripresa economica della regione e, più in generale, del nostro Paese. Volendo e dovendo contribuire al rilancio dell’economia locale, sostenere chi come il polo è impegnato in questo settore rappresenta motivo di grande interesse per una banca del territorio come la Popolare di Ancona”.

 

Dichiarazione di Eddy Ceccarelli, presidente Sogenus
Il senso dell’iniziativa del polo e l’importanza di questa aggregazione:

“Sogenus spa è, al pari degli altri soggetti, parte attiva del territorio marchigiano, in quanto eccellenza nel settore dei rifiuti. Grazie alla gestione accurata, pluricertificata e di alta qualità i rifiuti e il loro smaltimento non sono questione ‘drammatica’ ma risorsa che porta ricchezza agli Enti soci e a tutto il territorio”.

Quale potrebbe essere il valore aggiunto del polo per le Marche e per il loro settore di competenza:

“L’attenzione che Sogenus riserva all’ambiente, che va ben oltre gli obblighi di legge, tutela il territorio produttore di Verdicchio e contribuisce a mantenerne l’eleganza. Quale partner del polo, Sogenus sostiene inoltre l’Enoteca Didattica, unica in Italia, presso il centro Zipa di Jesi”.